Vince l’egoismo. È l’inesorabile declino delle relazioni in azienda?

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È sempre più urgente e necessario lo sviluppo delle competenze relazionali della figure guida. A beneficiarne sarà tutto il gruppo di lavoro.

Le relazioni stanno andando incontro a un inesorabile declino. Un’affermazione forte, ce ne rendiamo conto, ma confermata dai fatti. Molte persone vivono un periodo di esaltazione dell’individualità, una sorta di egoistica solitudine che ostacola la naturale propensione a socializzare. A peggiorare il dato qualitativo delle relazioni intervengono le nuove tecnologie e i ritmi frenetici della vita, che rincarano la dose e alzano una barriera che ci allontana gli uni dagli altri, sia nella vita privata che in quella professionale. Il risultato (ahinoi) è che non ci si cerca più, non ci si ascolta più e non si comunica più.

Ragione ed emozioni stanno infatti viaggiando ormai da troppo tempo su binari diversi e lontani che sembrano non entrare quasi più in contatto tra loro, salvo poi stimolare quella sensazione di disagio, inadeguatezza e insoddisfazione che è segnale chiaro e ineluttabile che qualcosa, nella vita di relazione, non va. Accorgersi che non siamo in grado di incidere in modo significativo nelle relazioni è però il primo e decisivo passo di consapevolezza che ci deve stimolare a intervenire.

Ma facciamo un passo indietro…

 

Le relazioni di oggi, risultato di quelle di ieri.

La qualità e il livello di sviluppo delle capacità relazionali che possediamo sono molto influenzati dal tipo di ambiente in cui siamo cresciuti, dall’educazione ricevuta e dai rapporti instaurati con la nostra famiglia d’origine. Nasciamo tutti con un potenziale relazionale ricevuto in dono dai nostri primi educatori, con i quali sperimentiamo di fatto la prima forma di relazione: i nostri genitori.

A partire da questa sorta di “imprinting relazionale”, il nostro percorso di sviluppo ci porta a maturare le competenze che ci consentono di rapportarci con gli altri, attraverso la cosiddetta intelligenza sociale. La consapevolezza e la gestione di sé ci inducono a riconoscere nell’altro solo ciò che si è conosciuto prima di sé. Ed è da qui che si deve partire per migliorare la qualità delle proprie relazioni, imparare a comunicare e diventare una figura guida autorevole, credibile e affidabile, riconosciuta da tutti come tale.

 

Dalla complementarietà all’autorevolezza comportamentale: il ruolo di guida in azienda.

Relazionarsi armoniosamente con sé stessi e con gli altri si può? E quando si può definire armoniosa una relazione? La risposta sta tutta nei concetti di equilibrio e complementarietà. Perseguire il completamento e l’integrazione verso un obiettivo comune e condiviso, piuttosto che cercare l’antagonismo e la sopraffazione, è la chiave per relazionarsi al meglio con sé e con gli altri in ogni ambito della nostra vita, specie in quella lavorativa.

Riappropriarsi della capacità di percepire le emozioni ed i sentimenti altrui, saper ascoltare e osservare attentamente, intercettare le necessità o i bisogni insoddisfatti per poi comportarsi in modo adeguato, sono le porte di accesso per potenziare l’autorevolezza comportamentale di riferimento in un gruppo di lavoro.

Ciò che rende veramente autorevoli è perciò saper anticipare, nella soddisfazione, i bisogni emozionali altrui. E sappiamo bene che solo quando si apre una “porta emozionale” si crea fidelizzazione nella relazione, sia con i collaboratori che con i clienti.

 

APERIO. Uno strumento formativo.

È possibile “imparare” a relazionarsi e migliorare il proprio modo di essere e porsi nei confronti dei propri collaboratori?  Si possono  apprendere quegli atteggiamenti e comportamenti propositivi che permettono di diventare una reale fonte di ispirazione per gli altri?

Per rispondere in maniera concreta a queste domande e affrontare i nuovi bisogni relazionali ed emozionali nell’esercizio del proprio ruolo guida in azienda, prende vita il Master di specializzazione in Management relazionale APERIO.

Nato dall’esperienza di Lampugnale Progedim, APERIO è un percorso di alta formazione dedicato chi ricopre ruoli di conduzione e responsabilità in ambito lavorativo, che intende fornire le basi conoscitive e motivazionali per sviluppare l’autorevolezza comportamentale di guida a partire dalla conoscenza, consapevolezza e crescita di sé stessi.

Il Master si articola in 14 incontri che alternano interventi frontali, con lavori d’aula tramite modalità interattive, a seminari di approfondimento e consulenza di potenziamento individuale.

Lo scopo non è un confronto puramente accademico, ma un tentativo di favorire lo sviluppo delle potenzialità relazionali individuali nella relazione fiduciaria che si instaura tra i ruoli guida-guidato, per trasformare una modalità autoritaria e direttiva in un modello comportamentale autorevole capace di coinvolgere, influenzare e stimolare le persone a crescere e sperimentare in autonomia e propositività.

Gli obiettivi formativi consistono nell’approfondire le conoscenze e migliorare le capacità nel lavoro quotidiano della persona, chiamata a confrontarsi con la dimensione dei bisogni propri e del proprio team, ad interagire con altri nelle relazioni, ad affrontare scelte responsabili nel governo di sé e degli altri.

 

Maggiori informazioni sul Master Aperio






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