IDENTITÀ & SUCCESSO
Seminario
Chi sei determina ciò che fai accadere.

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Siamo adeguati ad affrontare la “crisi”?

 

No, se continuiamo a compiangerci nel concetto complessivo di crisi, senza riconoscere che, molte delle difficoltà di oggi, hanno causa nell’essere impreparati di fronte ad un cambio strutturale in atto da tempo.

 

Ma cosa intendiamo per cambio strutturale?

 

Intanto è quel ritardo di “visione” sempre più percepito che ci vede costantemente a traino rispetto a politiche e strategie d’impresa globali, di cui altri sono pionieri e noi, al massimo, comprimari secondari.

 

 

Le cause che abbiamo mappato?

 

Escludendo fattori oggettivi connessi alla carente cultura tecnico-finanziaria d’Impresa in Italia, la nostra attenzione è rivolta alla Persona, che occupa ruoli di responsabilità, dai quali trasmette ciò che è ad ogni realtà circostante.

 

  • Miopia d’Impresa

 

Nel ruolo di riferimento, sia da Imprenditore che Dirigente, occorre prestare attenzione alla sete di potere e successo fondati sulla sola conoscenza autoreferenziata di sé.

Quasi da sprovveduti, inconsapevoli di quello che sono, delle persone che hanno e dei progetti che spingono, spesso ingannati dalla pletora circostante dei lenoni del caso, confondono la loro ridotta capacità di visione con l’orizzonte.

 

L’errore di creare un’immagine effimera, inconsistente, costringe a spingere sull’evanescenza strutturale, rendendo schiavi della forma e anoressici nella sostanza.

 

Una miopia d’impresa che accomuna troppi attori pusillanimi, incapaci di testimoniare l’orgoglio e la dignità della loro vera identità.

 

 

  • Codardia strategica

 

Gli insicuri non possono portare nessuno al successo, nemmeno sé stessi, né attrarre a sé supporto o sostegno adeguati ad una vera accelerazione di qualità.

 

Nel carente lavoro culturale a monte che impedisce la definizione chiara della propria visione, viene a mancare un progetto reale, attrattivo, identificante.

 

Ne consegue l’incapacità di selezionare ciò che serve, di accorgersi cosa accade dentro e fuori la propria realtà, continuando ad attrarre risorse in linea alla non chiarezza progettuale, generando un progressivo sovrapporsi di incapaci.

 

Il risultato che si ottiene: appesantire strutture ed organizzazioni, di non generare condizioni stimolanti per attrarre talenti e di allontanare, nel tempo, valide risorse e buoni Clienti, autoalimentando il senso di inadeguatezza.

 

 

Il nostro approccio

 

 

Non è da tutti, perché identifica, contattare il coraggio di fermare le macchine quando si percepisce di non essere più realmente padroni del meccanismo.

 

Senza arrestare i processi, contrastiamo metodologicamente quel senso di insoddisfazione, di incompletezza, di inadeguatezza e di non riconoscersi nel risultato del proprio lavoro.

 

Se si vuol accelerare, nei momenti cruciali, occorre fermarsi un attimo per non essere interferiti nella scelta.

 

Ciò che deve essere perseguito è un appagamento ciclico, aspetto che è percepito nettamente anche dal Cliente che riconosce nel prodotto/servizio la vera qualità distintiva, senza bisogno di ostentare nessuna simbologia perché è l’essenza che qualifica.

 

La nostra esperienza di Colleghi e naviganti, è che un limite autoimposto è sempre riflesso nella propria organizzazione e nella propria gente.

 

Da anni accompagniamo a superare questo inganno, perché il vero cambio strutturale passa solo da qua.






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