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          UN CONSULENTE "PIRLA" O LA VERITA' ?

Un pastore ciociaro sta pascolando tranquillamente il suo bel gregge di pecore quando, all'improvviso, vede avvicinarsi una Ferrari nuova rosso fiammante che avanza sulla strada sterrata lasciandosi dietro una nuvola di polvere. Il guidatore, un giovane in un elegante abito di Versace, scarpe Burberry, occhiali Dolce e Gabbana e cravatta Yves Saint Laurent, lo vede da lontano e rallenta. L’auto s'avvicina ancora, si ferma, e il giovane si sporge dal finestrino con un sorriso smagliante dicendo al pastore (in stringente meneghino): "Uè, senti villico, se ti dico esattamente quante pecore hai nel tuo gregge, me ne regali una?" Il pastore guarda l'uomo, evidentemente uno yuppie figlio dei corsi di formazione per leader, poi si volta verso il suo gregge e, dopo una grattatina sotto, risponde con calma: " Se po’ ffà, giovinò". Accolta la sfida, il fighetto posteggia l'auto, scende e tira fuori il suo I-Phone, si connette ad internet, naviga in una pagina della Nasa, seleziona un sistema di navigazione satellitare per avere un'esatta posizione di dove si trova e invia questi dati ad un altro satellite Nasa che scansiona l'area e ne fa una foto in risoluzione ultradefinita. Apre quindi un programma di gestione foto digitali e esporta l'immagine verso un laboratorio in Usa che dopo pochi secondi gli spedisce un e-mail sul suo cellulare fico confermando che l'immagine è stata elaborata. Tramite un’altra connessione internet dal BlackBerry, accede a un database a Tokio e su un foglio di Excel, con centinaia di formule complesse, carica tutti i dati tramite un’altra e-mail appena ricevuta. Alla fine stampa una relazione completa di 150 pagine rigorosamente a Norma ISO, utilizzando la sua nuovissima stampante iper-tecnologica laser, miniaturizzata e a colori, posizionata in bauliera della Ferrari. Rivolgendosi al pastore il giovane, in orgasmo tecnocratico, sentenzia: "Senti, uomo di Neanterdal, tu possiedi esattamente 1.586 pecore, di cui 1.326 adulte, ma esse sono tendenzialmente prive di formazione e regole di comportamento, ragione per cui si muovono sul territorio senza un piano preciso, essendo prive di norme di qualità appropriate, e farebbero 8.000 euro, in aggiunta". "Caspita che fenommeno che sii! A stò punto te poi piglià pure la pecura che te sei vinto" dice il pastore e guarda il giovane scegliere con attenzione e occhio esperto infallibile un animale che poi mette nel baule dell'auto. Il pastore lo riguarda meglio, e dopo un momento di riflessione unito alla solita grattata a basso livello, lo chiama e gli dice: "Hei, giovinò, si ‘nduvino qual è lu mestiere tuu, me riddai la pecura mia coll’aggiunta de la machina tua e de tutti li attrezzi che tieni?". Lo yuppie-leader ci pensa su un attimo e con un sorriso beffardo esclama: "Okay vil pastore, perché no?". "Bene. Alloro te dico che tu si nu pirla de conzulente 'ziendale milanese (porello...), te deveno avè pisciato in ta lo cervello co quelli corsi pe' divintà quarcuno e t'anteressi pure de certifigazione de qualità" sentenzia secco il pastore ciociaro dandosi un'altra bella grattata ai genitali, stavolta con grandissima energia e mugolii. "Uhe, figa, l’è vera!" dice il giovane sbottando in meneghino strettissimo, "ma come hai fatto a centrare l'obiettivo alla prima verifica, terun d’un terun?". "Beh nun c'è troppo da ‘ndovinà, me pare chiaro come lu sole”, dice il pastore scaccolandosi: “Primo, sei spundado senza che ninzuno te cercasse, segondo, te pare d'esse quarcuno picchè sii solo a fa lo scinziato, terzo voi esse pure pagato per nà risposta che io già sapevo a nà domanda che ninzuno t’ha fatto, quarto, nin capisci ‘n cazzo de lo lavoro mio e voi fà lu 'struito. E pè utimo, senteme 'npoghetto: aridamme lu cane che ti si mmesso addentra a la bbauliera, rincidrullito!".

.          UN CONSULENTE TRASVERSALE

Un Consulente viene chiamato a risolvere dei problemi all’interno di una bella e famosa Società del ricco Nord-Est; nell’essere convocato, questi problemi gli erano stati presentati come organizzativi e di profitto. La realtà era che il Titolare dell’Azienda aveva fatto entrare in società e nella struttura operativa la moglie, sopportata solo perché tale e non certo per le scarsissime competenze, fatto che stava minando pericolosamente i rapporti interni, con già qualche buona risorsa che aveva traslocato altrove. Il Titolare, prima nel nostro Consulente, aveva convocato fior di commercialisti, fiscalisti, certificatori di qualità, avvocati, consulenti del lavoro e simili, e tutti avevano cercato strade di compromessi, escamotages fiscal-tecnici per estromettere questa o quello, ma fondamentalmente avevano tutti cercato di non inimicarsi il Titolare e la gentile moglie. Ognuno di questi professionisti aveva impegnato molto tempo per progettare un intervento e nessuno aveva ricevuto successivamente incarichi, quindi nessuno aveva guadagnato niente, sebbene avessero provato a presentare qualche fattura - prontamente contestata nei termini -  giusto per l’imbarazzo. Il Consulente si presenta in Azienda ed assiste impassibile ad una sola riunione, dove tutti sparano su tutti, solo per evitare che tutti sparino sulla moglie del Titolare, che invece non lesina frecciate e stoccate a tutti fuori d’ogni sapienza, soverchiando bellamente la figura marito (“Titolare”….). Finisce la riunione senza un nulla di fatto e il Consulente, prendendo da una parte il Titolare, si mette a  raccontargli di come dovette liberarsi, nella sua vita, di chi gli aveva limitato dignità e creatività, prima che la vita si liberasse di lui e lo invita semplicemente a guardare gli occhi che puntano su di lui a ogni uscita della leggiadra consorte. Poi lo invita a parlargli di sua madre (del Titolare…) e con lui affronta l’esame della sua attuale autostima (sempre del Titolare...); in pochi attimi, riesce a fargli montare tanta di quella rabbia che prende la moglie (la seconda madre…), la sbatte fuori dall’azienda e da tutto il resto, venendo letteralmente sommerso dal suo staff con pacche sulle spalle e strette di mano. "E ora vedo di recuperare anche il rapporto col figliolo, prima di farlo entrare in azienda allo stesso modo e perdere anche lui", sentenzia convinto l'Imprenditore: "Quanto le devo?" chiese passata la festa. "Sono 11.500,00 Euro netti, grazie" risponde il Consulente. "11.500 Euro? Per tre ore di lavoro? 11.500 Euro per dire una cosa che io in fondo in fondo sapevo benissimo, come tutti? E poi c’è anche l’iva! Mi rendo conto che la mia Azienda vale 500 milioni di Euro, ma 11.500 Euro mi sembra una cifra veramente esagerata per così poco tempo. Io mi sono fatto da solo, sono partito dalla gavetta e per guadagnare queste cifre bisogna sputare sangue! Pagherò solamente se mi manderà una fattura dettagliata che giustifichi senza mezzi termini una cifra del genere, e magari mi faccia sapere quant'è al nero!" Il Consulente serenamente acconsente, e con una bella stretta di mano saluta l'Imprenditore. Il mattino dopo il Cliente riceve la fattura via e-mail, la legge attentamente, asserisce con la testa e  - senza lamentele - impartisce disposizioni affinché venga pagata immediatamente. La fattura riportava:
Parere non vincolante sul da farsi: 200,00 € netti,
Avere avuto il coraggio, l’onestà e la dignità di dire le cose come stavano: 9.800,00 € netti,
Erogazione liberale che verrà effettuata a favore di un’associazione di beneficenza in ossequio alla dimensione dell’Azienda Cliente: 1.500,00 € netti,
Totale da bonificarsi immediatamente = 11.500,00 € netti.

MORALE: SI GUADAGNA SEMPRE PER QUELLO CHE SI E’, NON PER QUELLO CHE SI OSTENTA, NON PERCHÉ SI APPARTIENE A LOBBY PROFESSIONALI BORBONICHE O CI SI AMMANTA DI SUPERIORITA’. SOLO IL LIBERO MERCATO PREMIA UN VERO PROFESSIONISTA, E I BUONI CLIENTI SANNO RICONOSCERE E PREMIARE CHI HA STILE E VALORI. QUELLA VOLTA, IO HO DAVVERO RISCHIATO MOLTO E, PUR NON AVENDO PIÙ VISTO QUELLA PERSONA, M'HANNO DETTO CHE HA CAMBIATO MODO DI VIVERE...

P.S. - l'esempio fatto è una storia che tutti noi abbiamo visto, magari non vissuto, nella realtà. Per evitare di essere accusati di maschilismo, diciamo che la storiella può essere tranquillamente interpretata anche invertendo i ruoli..., tanto una madre l'hanno avuta anche le donne imprenditrici (o hanno avuto un padre come il nostro Titolare senza però il coraggio della svolta... mah...)